Bravo Conte, chiudiamo tutto

“Bravo Conte, chiudiamo tutto”, disse il bidello, pagato ugualmente anche se la scuola chiuse. E lo disse anche il pensionato, “tanto a me che m’importa!? Il primo del mese mi arrivano i soldi sul conto”.
E lo dissero anche l’impiegato di banca e quello della tal società… “Tanto lavoreremo da casa.”
Poi scesero a dicembre per i regali. Andarono dal solito negoziante, ma trovarono la saracinesca abbassata, con un cartello AFFITTASI.
Pensarono di bere un caffè al solito bar. Ma trovarono solo una vetrina con il vuoto dietro.
Il ristorante era aperto, ma un paio di poliziotti scortavano persone che portavano via gli arredi.
“Va beh…”, dissero il bidello, l’impiegato e il pensionato. “Acquisteremo tutto online.”
Qualche giorno dopo, il pensionato fu derubato davanti a un bancomat; il bidello fu accerchiato da alcuni individui in un parcheggio, malmenato e derubato anch’egli. L’impiegato in banca fu seguito. Quando arrivò al cancello di casa, gli piombarono addosso in tre. Entrarono in casa e la svaligiarono. Lui li definiva criminali. Loro lo massacrarono.
“Che bastardi!”, raccontarono alla polizia. “Ma che mondo è mai questo. Ho riconosciuto il barista, il ristoratore, il negoziante. Non pensavo potessero essere dei criminali, Che mondo di merda!”
Partite Iva, autonomi, mi auguro capiate che se non muovete il culo, di voi non importerà niente a nessuno. A cominciare da chi vi ha già promesso di tutto a marzo e vi ha lasciato soltanto un pugno di debiti tra le mani.