Ossessionati dai “negazionisti”.

Come ben sapete, tv e giornali, sono sempre più ossessionati dai “negazionisti”.

E giù con articoli improbabili (del tipo che i “negazionisti” vanno in ospedale ma non ammettono di stare male, roba da Hollywood) e trasmissioni grottesche dove di recente hanno invitato anche il filosofo Galimberti che goffamente si è messo a sbraitare anche lui su questi fantomatici “complottisti”.

Diciamo che, di fronte a tali studiosi, così mal ridotti in vecchiaia, ci continua a far piacere la presa di posizione di Giorgio Agamben. Attaccato da tutto e tutti, egli è stato uno dei pochi intellettuali che ha mostrato ampiezza di vedute e soprattutto coraggio nel mettere in discussione la narrazione dominante. Non era affatto facile in tempi di ipnosi collettiva.

“Abbiamo abdicato alle nostre relazioni in nome di un rischio che esulcera le incertezze, aumenta le celebrazioni e i dispositivi protettivo-repressivi sull’ordinario: muta il nostro linguaggio, facendoci familiarizzare con la prossimità in termini di “assembramento”, con la cittadinanza e la reliance in termini di “distanziamento”, sostituendo la “nuda vita” agli orizzonti di senso e aggregazione del vivere comune producendo una sorta di “civismo superlativo in cui gli obblighi imposti vengono presentati come prove di altruismo e il cittadino non ha più un diritto alla salute ma diventa giuridicamente obbligato alla salute”.

Stay tuned 🩸 @coronavirus_verita