Teorie complottiste

Teorie complottiste.

I complottisti hanno messo in giro una nuova teoria secondo la quale un nuovo virus proveniente dalla Cina ad inizio 2020, avrebbe e starebbe causando una sindrome influenzale che può rivelarsi anche letale.
La teoria sostiene che tale virus chiamato covid19 oltre ad essere nuovo per l’organismo, ha la caratteristica di mutare continuamente tanto che si è partiti dal “virus cinese” e si è arrivati al” virus locale”:
il virus lombardo, ligure, emiliano, veneto, piemontese…
La teoria usa come prova dell’esistenza del virus due test.
Il primo e principale test, quello assoluto che proverebbe senza ombra di dubbio a loro dire l’esistenza del virus nel corpo, è un tampone molecolare (nasale-faringeo) analizzato con tecnica PCR, il cui risultato dovrebbe generare positività, cioè presenza del virus nel corpo, o negatività cioè assenza del virus nel corpo.
Il secondo test di sola integrazione del primo (tampone) sarebbe un esame sierologico per la ricerca di generici anticorpi (a-specifici) chiamati IgG ed IgM che, se presenti, indicherebbero l’attivazione dell’organismo contro il suddetto patogeno.

Sulla base di questi due fattori i complottisti sono riusciti ad incutere un profondo terrore nella psiche di un numero inimmaginabile di persone che attualmente vive una ininterrotta crisi di “panico da contagio” ed ha per questo radicalmente stravolto tutta la routine della propria vita poiché, sulla base di questa nuova teoria complottista, sono stati varati a livello governativo Nazionale, una serie di provvedimenti restrittivi della libera vita sociale ed economica.

L’attendibilità o meno della teoria è facilmente verificabile grazie alla scienza ed alla logica aristotelica.
Vediamo dunque passo dopo passo come confutare la teoria complottista a partire dall’esame del primo test per poi vergere al secondo test e giungere ai sistemi di prevenzione paventati.
Abbiamo bisogno di due postulati.

Primo postulato

  • la scienza informa sin dall’inizio del fenomeno, ed i complottisti promuovono, che il virus covid19 muta continuamente.
    Se il virus covid19 muta continuamente è fuori discussione che ci si trovi davanti ad un patogeno sempre diverso da se stesso e dunque anche sempre nuovo per l’organismo umano.

Secondo postulato

  • se il virus covid19 muta continuamente, il virus non è individuabile e non isolabile poiché se anche fosse stato isolato la prima volta dalla Cina (e non lo è), con il fatto che la scienza sostiene ed i complottisti avallano che il virus covid19 MUTA CONTINUAMENTE, è fuori discussione che nessuno sia in grado di isolarlo, osservarlo e darne una descrizione netta, misurabile, inequivocabile, comparabile, pubblicabile.

Conseguenze dei postulati.

Il test/tampone per rilevare la presenza o l’assenza di un virus, ha necessità di sapere cosa deve cercare. Se il virus che cerca (qualunque esso sia) muta continuamente, la domanda da fare ai complottisti è come farebbe il test ad individuare un virus di cui non conosce l’aspetto.
È come dire che un investigatore spera di acciuffare un killer sulla base di un primo identikit ma il killer va continuamente dal chirurgo plastico a rifarsi i connotati.

La scienza informa per bocca dell’inventore del test/tampone utilizzato per i rilievi, che il suddetto test non può essere usato per fare nessuna diagnosi in quanto la sua funzione è solo quella di amplificare materiale di un campione molecolare per poi permettere ai ricercatori di studiare agevolmente quanto rinvenuto grazie all’amplificazione che se ne è fatta. Si usa infatti nella medicina legale.
Sempre a detta dell’inventore Kery Mullis, l’amplificazione massima alla quale si può arrivare senza compromettere i risultati dell’attendibilità del campione è di 30 cicli.
Oltre questa amplificazione, ciò che si rileva non è classificabile.
Attualmente, il test/tampone che si usa per determinare la presenza o l’assenza del virus covid19 nel corpo arriva anche ai 45 cicli. Quindi rileva materiale non classificabile.
Il numero dei cicli è possibile verificarlo nei referti.

Riguardo al test sierologico, la scienza informa che gli anticorpi IGg ed IgM sono anticorpi a-specifici cioè la loro presenza non è riferita ad un particolare tipo di patogeno, ma è legata all’attività generale del sistema immunitario che continuamente nella vita si trova a combattere contro qualcosa e le ragioni per produrre anticorpi IGg ed IgM sono infinite.

Se dunque il test/tampone è dimostrato che non è in grado di rilevare in alcun modo la presenza di un virus specifico perché il test stesso non è formulato per fare diagnosi e se in aggiunta a questo il denominato virus covid19 muta continuamente per cui è impossibile da acciuffare,
e se il test sierologico è così evanescente, si smontano a cascata tutte le conseguenze della teoria dei complottisti poiché tutto il processo messo in scena da costoro, non risponde alle 7 fasi del metodo scientifico che sono:

  1. Osservazione del fenomeno.
  2. Formulazione dell’ipotesi.
  3. Verifica sperimentale dell’ipotesi.
  4. Raccolta dei dati.
  5. Elaborazione dei risultati.
  6. Pubblicazione dei risultati.
  7. Verifica dei risultati da parte di altri esperti attraverso questa stessa procedura (peer review)
  8. Osservazione del fenomeno.
    Il fenomeno specifico covid19 non è mai stato osservato poiché muta continuamente.
  9. Formulazione dell’ipotesi.
    Mancando il fenomeno covid19 manca qualsiasi ipotesi di conseguenze patogene ad esso direttamente, oggettivamente ed esclusivamente imputabili. L’unica ipotesi possibile è la presenza di generici virus influenzali nell’organismo, non del covid19.
  10. Verifica sperimentale dell’ipotesi.
    Il test sperimentale scelto PCR non possiede i requisiti per una verifica sperimentale specifica in quanto non validato per diagnostica. Peraltro, qualora il test sperimentale scelto PCR fosse in grado di rilevare virus, nel caso specifico non saprebbe cosa cercare per la assunta mutevolezza del virus covid19 stesso, a detta sia della scienza che dei complottisti.
  11. Raccolta dei dati.
    I dati non hanno nessun tramite o strumento per essere raccolti poiché il test/tampone PCR, scelto come strumento di misura e diagnosi, non è in grado di assolvere al compito diagnostico per bocca del suo stesso inventore. Tutti i dati che vengono raccolti a seguito del referto del test/tampone PCR sono scientificamente inattendibili come diagnosi.
  12. Elaborazione dei risultati.
    I risultati del test/tampone PCR permettono solo una elaborazione a fine di studio non di diagnosi.
  13. Pubblicazione dei risultati.
    Requisito non soddisfabile relativamente alla diagnosi.
  14. Verifica dei risultati da parte di altri esperti attraverso questa stessa procedura (peer review)
    Requisito non soddisfabile relativamente alla diagnosi.

Alla luce di quanto evidenziato, la teoria complottista cade senza possibilità di appello.
Alla luce della disgregazione della teoria, cadono anche tutte le conseguenze della teoria.
Dalle misure restrittive del Governo alla “cura preventiva” individuata in un vaccino.

Cade la teoria complottista del vaccino.

Utilizzando anche per questo tema la scienza e la logica aristotelica, l’attendibilità di un vaccino come strumento di prevenzione, salta.

La scienza informa infatti che un vaccino si può realizzare solo a partire dalla individuazione inconfutabile delle caratteristiche di un virus.
Risalendo al postulato divulgato dai complottisti che il virus covid19 muta continuamente ed essendo impossibile proprio per questa ragione il suo isolamento e dunque la sua diagnosi, con uno strumento per giunta non abilitato a fare diagnosi (tampone PCR), appare evidente come qualsiasi annuncio di aver trovato un vaccino e che esso possa funzionare come prevenzione, risulti una menzogna.

laltrolato